Pensavo di non soffrirne ed invece oggi è arrivato.
Ho dormito male la notte scorsa e sono stato rincoglionito tutto il giorno, anche se mi sono riposato nuovamente.
In più strani pensieri su se questo viaggio è la cosa giusta da fare ed angosce sul mondo lasciato in italia che forse già stù crollando.
Poi piano piano è passato e mi sono calmato, spero siano solo paure e che le angosce passino presto.
Baci.
martedì 4 dicembre 2007
Ho capito...
Considerazioni...
Stò seduto nell'area ristoro di un centro commerciale in città e qui tutto sembra spaventosamente tranquillo.Penso al come la gente sembri disponibile e a come sembra che la vita qui scorra con tranquillità.
Le persone che sanno chi sono, il ragazzo dello "Spaghetti Sci-Fi Movie" mi tratta commoventemente bene, ma anche gli estranei sorridono e salutano. Sono riuscito a scaricare delle trasmissioni radiofoniche italiane e le sento. L'italiano mi fa uno strano effetto, sembra tutto più lento e chiaro, sarà che devo sforzarmi per capire la gente comune. Ho comprato la serie a cartoni di Clerks e il commesso mi ha detto quanto la mia scelta sia stata azzeccata. Ieri parlando con Mark ho saputo che ha conosciuto Kevin Smith anni fa quando è venuto a fare una chiacchierata coi ragazzi dell'università locale. Insomma non lo sò, fra gente che mi dice di trasferirmi a vivere qui e situazioni più che positive non sò proprio che pensare.
Lo sapete che c'e'? fermo qui all'area ristoro me vedo la puntata 10 della seconda serie di Heroes, anche perchè stasera mandano l'11ima ed ultima. :/
e la cosa bella è che qui, non come in italia, puoi bene o male stare qui quanto ti pare senza che la gente te rompa il cazzo. :D
2 dicembre 2007
Oggi finalmente un pò di tranquillità.Mi sono svegliato tardi e ho goduto un pranzo ad un vero diner con tanto di frittelle e uova.
La tranquillità finisce presto con una gita, anche se favolosa, sulle montagne circostanti dove al parte il congelamento abbiamo potuto godere delle bellezze locali.
Abbiamo anche dovuto fare la parte partecipando ad una orrenda, per quanto riguarda il cibo, cena del club italiano locale.
Il cibo non era male male male, quello che non capisco è come possano usare condimenti troppo aggressivi per qualsiasi cosa, persino per l'insalata.
Mark ci ha spostato poi da un certo Bob, che poi scopro essere il tipo che mi aveva domandato la cosa sul mio personaggio, dove ho una interessante discussione con Christian sui videogiochi, scoprendo che lui è quello che ha inventato il gioco Manhunt, classificato come uno dei videogiochi più violendi di sempre.
Sempre Christian mi dice quanto il fatto siamo fortunati ad avere una "feature" in questo film festival e che probabilmente la cosa sarà solo la prima di molte cose legate al film, e secondo lui abbiamo in mano un possibile film di culto.
Mentre Luca andava all'aereoporto mi sono fermato con le due ragazze dell'oregon per un pò di birra. Abbiamo chiacchierato di molte cose e ci siamo chiariti su alcuni punti di vista discordanti fra noi e fra le culture italiane e americane.
Una delle due vuole organizzare una proiezione in un cinema della sua città dove dice sarà possibile testare con un pubblico appropriato quanto il film possa funzionare come Cult Movie.
Bella giornata e bella serata insomma... :)
lunedì 3 dicembre 2007
1 dicembre 2007
Oggi è stato il grande giorno della proiezione e tutto non poteva andare meglio di come è andato.il pubblico era pronto e divertito dal nostro piccolo film italiano, molte domande e molti complimenti.
fra le tante una di un certo Bob che mi ha chiesto quanto il personaggio di Bobby Joe rispecchiasse il mio carattere, una di quelle domande che si fa agli attori veri. :D
ho visto poi un film sul nazismo di un pagliaccio che deve fare una rappresentazione per hitler ben realizzato e recitato.
nel pomeriggio ci hanno spostato ad un bed and breckfast più vicino al centro cittadino. è la classica casa americana a due piani, è accogliente, ma non ricca come la camera che avevo in albergo, ma sticazzi.
Mark continua a scortarci in auto e di porta a questa e a quella proiezione apostrofando spesso chi gli capita con la parola cacacazzi che ha imparato prontamente da noi.
il mio inglese migliora e riesco quasi a seguire discorsi complessi, anche se dopo un pò perdo la concentrazione e vado in pappa.
infine stasera abbiamo mangiato ad un grosso diner dove ho preso un doppio cheeseburger con bacon che non finiva mai e ho parlato con un ragazzo di origine italiana che lavora per la Rockstar Games in Californina che mi ha dato un sacco di dritte su come valorizzare il film nel migliore dei modi e che mi ha fatto promettere che lo andrò, volentieri, a trovare quando passo di lì.
domenica 2 dicembre 2007
30 novembre 2007
Vengo svegliato da Luca, il mio amico con me in questa prima parte del viaggio, che mi dice che c'è una notizia importante e, forse, preoccupante, alle 12 abbiamo appuntamento con 2 donne che vogliono conoscerci e ci aspettano alla hall. entrambi immaginiamo che siano donne mandate dall'organizzazione del film festival per intrattenerci e ci facciamo pippe mentali sulla cosa. intanto mi vedo una puntata di The Price is Right. :Dscopriamo poi che sono due sorelle partecipanti al festival e che hanno fatto un documentari sul figlio di una della due. sono dell'Oregon e mi invitano a passare da loro durante il mio viaggio. con loro passiamo la fine della mattinata per poi incontrare Mark e Brian, un altro volontario, che ci portano nei dintorni della città a vedere un parco con alci, orsi, volpi, bisonti e tutti animali locali in "gabbie" enormi e nel loro ambiente naturale. abbiamo poi visitato una specie di cittadina fantasma accessibile da un tunnel dove le macchine viaggiano alternate da dentro a fuori e viceversa perchè l'unico accesso è garantito da una ex rotaia. la cittadina è un posto che sembra uscito da una città bombardata durante una guerra e ha interi palazzi disabitati. altra tappa è il classico bar di periferia con biliardo e gente che si trascina tutto il giorno lì a far nulla, dove oltretutto lasciamo 10 euro firmati nella collezione di soldi del locale. da bravo rompi palle chiedo di fermarmi ad un negozio di computer per prendere un adattatore di corrente, gli accompagnatori sono tranquilli, ma non riesco a capire se si rompono o meno a trasbordarci qui e lì, ma alla fine probabilmente sono felici e si prodigano per garantirci un ottimo soggiorno.
la sera abbiamo avuto la festa di gala aperta al pubblico, abbiamo parlato e presentato il film, anche se io ho semplicemente detto che l'abbiamo fatto per divertimento ed apprezziamo molto che a loro piaccia, il mio inglese, anche se mi faccio capire, non è buono come quello di Luca. scopriamo che avevano dato il nome del film ad un cocktail e ne beviamo a profusione. la festa era DA PAURA, piena di gente e noi, i filmmaker eravamo i vip della serata. gente sconosciuta mi offriva da bere, donne mi dicevano "i like you so much" e mentre noi eravamo nel locale una fila interminabile cercava di entrare, anche senza successo.
alle due un rapido "ragazzi tutti fuori" ci ha fatto tornare in strada, e fra locali pieni e chiusi abbiamo parlato parecchio col mio amico delle donne e di come relazionarci con loro.
dulcis in fundo ho visto in tv il folle spot della manifestazione.
sabato 1 dicembre 2007
29 novembre 2007
Bastano poche cose per iniziare bene una giornata, fra le quali una ricca visione mattutina della trasmissione sul poker.oggi abbiamo incontrato il nostro accompagnatore ufficiale, un certo Mark, una persona sui 40/50 matto come un cavallo, che ha visto il film e che ne è entusiasta. vedo il mio primo super mercato in america e tutto è enorme, ma alla fine c'è poco di quello che potrebbe servirmi, ad esempio non vende birre. abbiamo anche partecipato ad un gala per addetti ai lavori ed abbiamo conosciuto un bel pò di persone, fra cui Tony, la mente e l'anima del festival, che oltretutto ci ha ringraziato pubblicamente durante il discorso di apertura della serata. Anche questa esperienza si è rilevata molto interessante, molte persone mi hanno parlato e volevano sapere come un team italiano poteva aver realizzato una cosa del genere. a tutti ho cercato di spiegare come era nata la cosa e che siamo entusiasti che una cosa nata quasi per gioco potesse aver entusiasmato così tanto altre persone.
la serata si è conclusa con un giro nei dintorni della città cercando alci in libertà, ma senza successo, e con la visita prima ad un pub enorme e poi a quello che Mark ha denominato un Pussy Bar, il classico posto americano dove ci sono donne che si spogliano (INTEGRALMENTE!) e dove tutti, uomoni e donne, possono apprezzare le doti artistiche e ringraziare con dollari fruscianti. fra le tante una ragazza di colore altissima che non solo era una spogliarellista eccezionale, ma anche una contorsionista!!!
28 novembre 2007
All'arrivo ci sorprende Mario, un americano con nonni originari della sicilia che ci accoglie e aspetta con noi l'arrivo delle valigie. in auto conosciamo anche la moglie ed entrambi cercano di parlare nel poco italiano che conoscono. sono molto accoglienti e ci portano all'albergo.arrivati all'albergo le prime sorprese. intanto alla reception non ci chiedono nessun documento di identità, ma solo la carta di credito. :D
le stanze sono enormi ed entrambe hanno due letti matrimoniali, la tv, un bagno grande e un angolo cottura con il classico forno a micro onde.
alla fine sono distrutto, oltre 24 ore di viaggio sono molte, ma un tipo di accoglienza del genere ti fa dimenticare ogni sforzo per arrivare.
ho scoperto però che il cellulare, almeno qui in alaska non prende, vedremo negli altri stati.
Conquisteremo il mondo con l'arroganza...
Il primo approccio con la popolazione non è stato certo dei migliori.
Ho incontrato compagni di viaggio quantomeno difficili.
Nella prima tratta mi è capitato un posto centrale vicino a due donne.
Una delle due mi ha accolto con un simpatico "Lei stà invadendo il mio spazio." constatando con me che il posto assegnatomi era irrisorio per la mia mole e che quindi, volente o nolente, strabordavo verso il suo. Simpatico come un kebab rotante nel culo anche l'altra vicina, che ad ogni mia necessità di alzarmi, in viaggi lunghi ho bisogno di stendere le gambe per problemi alle ginocchia, mi rompeva categoricamente il cazzo ogni volta con una scusa nuova.
Nella seconda tratta non mi è andata meglio in quanto sono capitato praticamente, praticamente perchè ho un posto vicino libero e mi sono allargato, dietro ad un coglione, che pretende che io non tocchi il sedile davanti a me, dove però è situato sia lo schermo a controllo tattile che il tavolinetto che mi spettano, e che mi ha comiciato a urlare come una checca isterica contro quando gli ho detto "Do you have a problem?".
Sinceramente non me posso incazzà, o meglio non è che non posso, è che non me ne frega un cazzo di questi poveri stronzi stressati, alla fine forse je rode er culo pe qualcosa o forse, e a questo punto mi viene il dubbio, che ho incontrato veri americani, veri come quelli che ad un minimo torto subito o ipotizzato, ti invadono casa in modo coatto e arrogante... beh, per me se ne possono andare riccamente affanculo, non sono qui per questo del resto.
Ps: Mi sono invece stupito delle gentilezza e dell'effficienza della polizia doganale di New York che mi avevano invece dipinto come dei barbari torturatori.
Ho incontrato compagni di viaggio quantomeno difficili.
Nella prima tratta mi è capitato un posto centrale vicino a due donne.
Una delle due mi ha accolto con un simpatico "Lei stà invadendo il mio spazio." constatando con me che il posto assegnatomi era irrisorio per la mia mole e che quindi, volente o nolente, strabordavo verso il suo. Simpatico come un kebab rotante nel culo anche l'altra vicina, che ad ogni mia necessità di alzarmi, in viaggi lunghi ho bisogno di stendere le gambe per problemi alle ginocchia, mi rompeva categoricamente il cazzo ogni volta con una scusa nuova.
Nella seconda tratta non mi è andata meglio in quanto sono capitato praticamente, praticamente perchè ho un posto vicino libero e mi sono allargato, dietro ad un coglione, che pretende che io non tocchi il sedile davanti a me, dove però è situato sia lo schermo a controllo tattile che il tavolinetto che mi spettano, e che mi ha comiciato a urlare come una checca isterica contro quando gli ho detto "Do you have a problem?".
Sinceramente non me posso incazzà, o meglio non è che non posso, è che non me ne frega un cazzo di questi poveri stronzi stressati, alla fine forse je rode er culo pe qualcosa o forse, e a questo punto mi viene il dubbio, che ho incontrato veri americani, veri come quelli che ad un minimo torto subito o ipotizzato, ti invadono casa in modo coatto e arrogante... beh, per me se ne possono andare riccamente affanculo, non sono qui per questo del resto.
Ps: Mi sono invece stupito delle gentilezza e dell'effficienza della polizia doganale di New York che mi avevano invece dipinto come dei barbari torturatori.
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